Cocoliche e Lunfardo L Italiano Degli Argentini
Sabatino Annecchiarico
Ensayo
PROLOGO
DELL?AMBASCIATORE
GUSTAVO MORENO1
L?Argentina è stata e continua ad essere una tradizionale ?terra di immigranti?,
con enormi benefi ci per gli immigrati. Ció ha fatto sí che i 40 milioni circa
dei suoi abitanti abbiano cosí diverse radici e diverse provenienze, se consideriamo
i duecento anni di storia repubblicana trascorsi dalla Rivoluzione del 25
maggio del 1810.
Fu proprio durante i festeggiamenti per il Bicentenario, organizzati a livello
nazionale con epicentro nella capitale Buenos Aires, che è stato possibile constatare
l?attualità della presenza di numerose colonie di immigrati arrivati da luoghi
tanto lontani e diversi, soprattutto dall?Europa. Per rendere conto della ricchezza
culturale del popolo argentino, tipicamente latinoamericano, dobbiamo aggiungere
agli immigrati d?oltreoceano, le popolazioni indigene, che ancora abitano
il suolo argentino, o ancora, i dimenticati neri africani che, dall?epoca coloniale,
costituiscono un signifi cativo quanto dissolto tassello del mosaico culturale argentino.
Tuttavia, è probabilmente l?enorme presenza di discendenti e di immigrati
europei che caratterizza l?attuale geografi a umana del paese, in particolar
modo quella di Buenos Aires.
Tra le tante correnti migratorie giunte in Argentina, le principali furono tradizionalmente
quella italiana e quella spagnola. Sebbene da un punto di vista
storico sia comprensibile l?arrivo degli spagnoli nelle terre del Río de la Plata,
durante la colonizzazione dell?America Latina da parte della Corona Spagnola, è
signifi cativo il fatto di riscontrare la presenza italiana sin dal XVI secolo (documenti
certifi cano che gli italiani, tradizionalmente marinai ed esperti navigatori,
già integravano le spedizioni spagnole in acque sudamericane).
Durante gli anni della liberazione, agli inizi del Secolo XIX, la presenza italiana
era notevole, se consideriamo i protagonisti della stessa, quali Castelli,
Campana, Alberti, Alberdi, Belgrano e tanti altri. Oltre a ciò, gli interessi commerciali
e le abitudini culturali affi ni, fecero sí che si aprissero le porte in modo
permanente all?immigrazione proveniente dai porti di Genova e Napoli.